01/06/2020

Pescara della Pineta d’Annunziana (2)

Pescara della Pineta d’Annunziana (2)

Si parte da Viale Pepe, dinanzi allo Stadio Adriatico, di fronte al “Ritrovo del Parrozzo” che adesso si trova al civico 41 di Via Pepe. Ancora oggi si può avere il piacere di gustare un parrozzo seduti in una delle stesse antiche sedie sulle quali si sono accomodati molti grandi dell’Italia del ‘900: tra i tanti Enzo Ferrari, Tazio Nuvolari, Totò, Peppino De Filippo etc.

Il nuovo “Ritrovo del Parrozzo” si affaccia su un viale noto per i complessi sportivi piuttosto importanti: il palazzetto dello Sport “Palaelettra”, il campo sportivo A.Flacco, il circolo Tennis e soprattutto lo Stadio Adriatico, dove gioca le sue partite il Pescara calcio. Questo stadio è stato inaugurato 1955, nata come struttura polivalente è stato usato anche per alcuni eventi dei Giochi Olimpici di Roma nel 1960.

In questa zona c’era un grande stagno, che aveva protetto per secoli la fortezza di Pescara sul versante meridionale, visto la parziale ostilità e zona selvaggia e dove i Pescaresi andavano a caccia di “rane”.  Si prosegue verso il mare, all’incrocio si svolta a destra, su Via D’Avalos, girando attorno allo stadio. Ci si immergerà nel verde della Pineta Dannunziana o Pineta D’Avalos (nome degli antichi proprietari, Marchesi di Pescara). Si può entrare in una parte attrezzata della pineta, attraverso un cancello di ferro, ma la maggior parte della superficie è chiusa al pubblico e protetta, Riserva naturale dal 2001, poiché è l’unica macchia di bosco retrodunale rimasta sull’Adriatico. Il suo aspetto dismesso può far pensare ad un’enorme incuria, in realtà è semplicemente nella sua condizione naturale, senza interferenze antropiche. L’architetto Antonino Liberi, pianificò in questa zonala nascita di un “rione balneare e climatico” progettato secondo i canoni della città- giardino. Il fulcro di tutta l’area sarebbe stato il KURSAAL, edificio che avrebbe dovuto rappresentare una zona di ozio e di piaceri immerso nell’aria salubre della pineta e nome scelto da Gabriele D’Annunzio (parola tedesca molto in voga all’epoca Liberty) che indicava in tutta Europa luogo di incontri, mondanità, stabilimenti termali, caffè.. etc. Il KURSAAL pescarese fù inaugurato il 14 agosto 1910 con un banchetto campestre di 500 coperti nella pineta antistante. Fino al 1914 si susseguirono estati brillanti, ricche e festose.. anche il quel caso sembrava che il progresso economico ed il benessere non avrebbero mai incontrato nessun limite. La Ia Guerra Mondiale bloccò il KURSAAL e dopo 5 anni di abbandono, fu acquistato nel 1919 da Amedeo Pomilio con l’idea di trasformarlo in un opificio per la produzione di un liquore da lui inventato, l’AURUM. Anche questo nome fu suggerito da D’Annunzio, un gioco di parole a aurum ed aurantium dal latino oro e arancio: l’Aurum è infatti a base di brandy e arance.

Il successo commerciale fu tale che dopo vent’anni fu necessario un notevole ampliamento della fabbrica, ma il proprietario non voleva assolutamente snaturare la palazzina e la sua elegante natura Liberty: venne annessa una parte retrostante, a ferro di cavallo, come naturale prosecuzione dell’edificio. Negli anni 70, dopo il definitivo trasferimento della distilleria, ci furono lunghi lavori di recupero dello stabile. Oggi la struttura, da tutti chiamata Aurum o ExAurum, è stata restituita alla città per esposizioni, convegni, mostre, concerti…

L’Aurum apre l’itinerario dedicato al Liberty, infatti  durante questa passeggia sia sul Lungomare verso Sud, che sulla via parallela, si incontreranno una serie di villini, costruiti tra gli anni ’20 e ’30, case per le vacanze estive della ricca borghesia. I committenti, chiedevano agli architetti di inserire abbondanti elementi distintivi nell’apparato decorativo delle loro abitazioni, al punto che spesso l’esterno è molto più caratterizzato che l’interno. Gli edifici più pregevoli sono segnalati con mattonelle in ceramica che riportano i dati più significati dell’abitazione: nome del villino, Architetto e l’anno di costruzione.  Esempio Villino “Clerico” che si sviluppa su due paini e la sua forma è ravvivata dal corpo cilindrico, rielaborazione della torretta elemento del Liberty, con molte decorazioni floreali e marine..  proseguendo vi sono molti villini da osservare.. Villino Geniola, Villino La Porta, Villino Cipollone. Verso il mare si arriva a piazza Le Laudi dove, attualmente vi è un famoso stabilimento balneare della celebre famiglia di pastai, De Cecco.

Autore: Ilaria Bagni 

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