07/05/2020

Pescara da visitare

Pescara da visitare, anche solo comodamente sul divano: tante informazioni sparse, tante raccolte da guide turisitiche e  dal sito della Abruzzo Turismo Regione da condividere con tutti voi. Percorsi ed itinerari che sono pensati per essere percorsi a piedi e/o in bicicletta, ma la Bella Pescara è un viaggio che si può fare anche con la mente!

Si parlerà della Pescara della Fortezza (1), la Pescara della Pineta d’Annunziana (2), la Pescara del Fiume (3) e del Mare (4), La Pescara di Castellamare (5), La Pescara dei Poeti (6)  e degli Artisti (7)  e personaggi illustri (9) e di tanto altro…

Pescara Vecchia o Pescara della Fortezza (1) : Il percorso parte da piazza Unione, l’antica piazza dell’Arsenale, luogo di incontro per moltissimi ragazzi, studenti universitari e non, che soprattutto nel fine settimana invernale animano la movida di Pescara Vecchia. Al centro della piazza convergono tre strade che percorrevano l’interno della Grande Fortezza: a destra c’è via delle Caserme, al centro l’antico corso cittadino intitolato a Gabriele Manthonè (il Pescarese eroe della Repubblica Partenopea), a sinistra via dei Bastioni perché collegava due bastioni opposti della Fortezza (Bastione San Cristofaro e San Rocco) Foto Bastioni Pescara fine 800). Domina la scena, a sinistra della piazza il grande edificio sede pescarese del Consiglio Regionale. Percorrendo via delle Caserme si inizia ad assaporare le atmosfere della vecchia Pescara, una città che viveva di pesca e di commercio. Accanto alla flotta mercantile c’era anche una flotta peschereccia : i pescaresi erano apprezzati marinai e con le loro imbarcazioni consegnavano merci su tutte le rotte dell’Adriatico. Trasportavano prevalentemente prodotti agricoli e lana provenienti dal ricco entroterra: il fiume era perfettamente navigabile fino a Scafa e percorso da larghe chiatte che raccoglievano le mercanzie, questa rappresentava la via ideale per raggiungere il porto.

Gran parte dell’antica caserma di fanteria oggi è occupata dal MUSEO DELLE GENTI D’ABRUZZO: un pomeriggio presso questo museo vi farà scoprire l’Abruzzo con le sue bellezze, la sua storia, il suo artigianato e la cultura della sua gente.

Passeggiando su queste strade adesso troviamo tanti locali tipici e non, fino agli anni ’20 , al posto della movida avremmo visto tante affollate e fumose osterie frequentate da marinai. Alcuni esercizi, a metà della via , conservano le entrate originali di quelle antiche taverne, somiglianti a cancellate in ferro, che al rientro dalla pesca, si riempivano di gente di mare. In particolare una di esse al n 57, e quelli immediatamente oltre hanno mantenuto l’ingresso originale. In queste taverne avremmo trovato pescatori, mercanti, perdigiorno, tutta la varia umanità che poteva affollare un porto movimentato come quello della città di Pescara. Gli avventori si raccoglievano attorno ad un’enorme padella piena di olio bollente, dentro la quale cuocevano il “fritto di paranza”.

Si trovano alcuni simboli storici come un busto in bronzo raffigurante Clemente De Cesaris. Clemente de Cesaris fù rinchiuso per 7 anni nel carcere borbonico di Pescara a causa della sua adesione alla carboneria (siamo intorno al 1860) Epistola al Popolo di Clemente De Cesaris (foto). Qui vi è anche la casa Natale di Gabriele D’Annunzio (verrà dedicata una sezione ai poeti).

All’angolo tra la piazza e Corso Manthonè c’era un edificio molto importante: qui il pasticciere Luigi D’Amico inaugurò il “Ritrovo del Parrozzo” storico caffè che portava nel nome quello che sarebbe diventato il dolce tradizionale di Pescara, il Parrozzo. Al centro della piazza Garibaldi c’è una scultura di Pietro Cascella, monumento ai caduti, che simboleggia la distruzione operata dai bombardamenti del 1943 e la successiva riedificazione della società. Da questo punto della piazza, guardandosi attorno, si vedono ancora oggi i danni prodotti dalle bombe, accanto a graziosi edifici liberty del primo Novecento, sorgono infatti palazzoni (purtroppo quasi sempre incongrui con il contesto architettonico esistente) edificati negli anni Settanta a colmare i vuoti urbani lasciati dopo la rimozione delle macerie.

All’angolo Nord tra via Conte di Ruvo e Viale D’annunzio, a sinistra, si possono ammirare ancora alcuni palazzi liberty, tra i quali lo splendido teatro “Vicentino Michetti”. Di  fronte troviamo la Cattedrale della città, San Cetteo. La vecchia San Cetteo, era una chiesetta molto piccola e semplice, disposta in maniera diversa rispetta all’attuale, al sua facciata guardava verso la piazza GARIBALDI. Il vero nome della Cattedrale, (in dialetto pescare San Cettè) è il Tempio della Conciliazione a memoria della stipula dei Patti Lateranensi.

Autore: Ilaria Bagni 

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