07/10/2020

La Pescara di Borgo Marino (4)

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Questa passeggiata parte da Via Galliani, fino a raggiungere via Gobetti, entrando nel cuore di quella antica zona della città che era chiamata Borgo Marino. Le piccole vie di questo borgo sono ricche di antichi scorci, purtroppo però è anche piena di traffico. Gli abitanti di questa zona, chiamati anche “sopraventane” -cioè gli abitanti della parte sopravvento, sono stati da sempre e storicamente gli uomini di mare, ma solamente alla fine dell’ottocento nacque un insediamento abitativo stabile, utilizzato per  tutto l’anno. Prima Borgo Marino esisteva solo nella bella stagione, nei periodi in cui si pescava e si andava per mare, quando infatti in ogni famiglia qualcuno lasciava le abitazioni sui colli, nelle campagne circostanti o nella part più arretrata della pineta. Oltre che pescatori, i marinai di Pescara erano anche naviganti, le cui qualità erano peraltro molto apprezzate: sui barchitti e trabiccoli trasportavano merci come caffè, zucchero e carbone tra l’Abruzzo, le Marche e la Romagna. E anche oltre: D’Annunzio racconta di convogli che riportavano dalla Grecia carichi di fichi secchi e uva di Corinto.

Fu quindi alla fine dell’800 che si cominciarono a costruire strutture che consentissero di risiedervi in maniera continuativa, ma si trattava di casupole in legno tirate su disordinatamente, senza regole precise o qualche forma di armonia. Le prime abitazioni in armatura furono realizzate soltanto all’inizio del Novecento. Borgo Marino assunse una forma più definita: un impreciso quadrilatero compreso tra quelle che oggi sono Via Puccini, Via Bologna, il lungofiume e via Perugia, che aveva la sua strada centrale nell’odierna via Gobetti. Di fronte, rivolgendosi verso il mare c’era la pineta con in mezzo la villa dei De Riseis. In questo labirintico intrigo di viuzze che oggi si può solo intuire, vi sono rimaste solo alcune delle basse case allora costruite. Ma tra queste vi è una “cantina” rimasta integra nella struttura, che oggi è diventata un ristorante che propone piatti tipici abruzzesi sia di carne che di pesce. Inoltre, abbiamo ancora l’antico forno di Borgo Marino, che  sforna a tutt’oggi pane e ottimi fragranti biscotti.

Le strade in terra battuta, furono asfaltate solo nel secondo dopoguerra, a ogni pioggia diventavano acquitrini, anche a causa delle esondazioni del fiume.

A Borgo Marino, oltre i pescatori risiedevano e avevano le loro officine anche gli artigiani e i carpentieri costruttori di barche. Inoltrandosi nelle viuzze si può ancora immaginare, l’antico aspetto del quartiere.

Su via Gobetti i nostalgici eredi Zizzi, storica famiglia di pescatori hanno decorato la loro casa, per ricordare la natura marinara e la storia di Borgo Marino, la casa del pescatore “Mimì” Zizzi . È stata ricordata da numerosi scatti in concorsi fotografici, (premiata in #Pescaraindettaglio indetto dal Rotaract Club Pescara) e da trasmissioni televisive come Sereno Variabile «un dettaglio che, ha racchiuso l’anima stessa della città, divisa tra storia, radici e modernismo, attraverso gli occhi della marineria che è il cuore e motore di Pescara». All’inizio di Via Lazio sono ancora visibili bassi locali nei quali vivevano le famiglie di pescatori più povere, mentre entrando nello stretto vicolo seguente si giunge in una romantica corte interna dominata da ruderi del palazzotto degli Sciarra, una famiglia di piccoli armatori di pescherecci, mentre nel vicolo poco oltre, dietro un cancello si vede ancora, intatto il lavatoio pubblico di Borgo Marino.

Fino all’inizio del Novecento questo borgo era completamente separato dalla zona della stazione ferroviaria e del municipio di Castellamare: tra le due zone si estendeva Contrada la Vallicella, una zona di aperta campagna oggi corrispondente all’area tra via Venezia e via Marsala. Fù Leopoldo Muzii, grande sindaco di Castellamare che fece aprire via Nicola Fabrizi, mettendo in collegamento questi due nuclei abitati. Su via Gobetti, guardando verso l’alto a sinistra vediamo un’alta guglia della chiesa di Sant’Andrea. Questa Chiesa è un progetto di Eugenio Maria Rossi, edificata nel 1963. La Chiesa ha pianta ottogonale, all’interno diversi dipinti  come il Concilio Vaticano II  e mosaici della Vergine San Giuseppe. Accanto alla Chiesa c’è un piccolo cinema teatro, uno dei pochi luoghi in città dove vengono proiettati film d’essai e utilizzato per spettacoli teatrali locali. La Festa di Sant’Andrea Pescatore, protettore della Marineria Pescarese, si svolge l’ultimo fine settimana di luglio, dal giovedì al lunedì: si tratta di una delle celebrazioni patronali abruzzesi vissute con più partecipazione ed entusiasmo. Si respira un’atmosfera di pura pescaresità popolare con ballate, risate, virtuosismi dialettici bancarelle di ogni tipo, must del finger food più tradizionale,  come cartocci di pesce fritto, panini con la porchetta e le “nocelle” (come vengono chiamate in Abruzzo le noccioline americane). Le serate sono spesso arricchite da concerti  pop. La domenica mattina la statua del Santo esce su una barca per una processione in mare a cui partecipa tutta la flotta peschereccia della città. Quando la processione giunge al largo, il Vescovo depone in acqua una corona d’alloro a ricordo di tutti i caduti del mare. A chiudere la festa, il lunedi a mezzanotte, c’è sempre un grande spettacolo di fuochi d’artificio sul mare. Quella notte tutta la città si riversa sulla spiaggia per ammirare i giochi pirotecnici che arrivano dal mare e dal cielo. La prima edizione della festa risale al 1867.

La casa di Domenico “Mimì” Zizzi nell’antico Borgo Marino di Pescara.

casa-Mimi-borgo-marina-pescaraFoto di Manuel Santoro

Autore: Ilaria Bagni

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