09/06/2020

La Pescara del Fiume (3)

ponte pescara

La Pescara del Fiume (3)

Questa passeggiata parte dal lato nord del Ponte del Mare. Da questo bellissimo Ponte ciclopedonale, si ammira lo splendido panorama di tutta la città, del fiume Pescara e dei massicci montuosi più importanti d’Abruzzo. In primo piano la catena del Gran Sasso (la Bella Addormentata è il profilo del massiccio del Gran Sasso d’Italia visto, visto al tramonto), con il Massiccio del Sirente che fa capolino da dietro; lì, nei giorni dove il cielo è terso, si vedono le Gole di Popoli, attraverso le quali scorre il fiume Pescara. Inoltre si vede il massiccio del Morrone e davanti ad esso e alla nostra sinistra, la Maiella. Spostando la vista sulle colline alla destra del fiume, se ne vede una con in cima una grande antenna: oggi noto come il “Colle del Telegrafo”, in tempi antichissimi, fu il luogo del primo insediamento umano riconducibile a Pescara. Restringendo il campo del nostro sguardo, si abbraccia con una sola occhiata tutta questa città moderna e molto vivace, fino alla costruzione più recente e innovativa “Le torri Camuzzi”, i due alti edifici cilindrici, ben distinti e visibili.

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Scendendo dal Ponte del Mare, sulla sponda settentrionale, si incontra un alto pilastro su cui erge la statua della Madonnina, veneratissima dalla marineria, che dalla terraferma protegge e saluta i pescatori, spingendo il suo sguardo materno e protettivo fino al largo.

Il porto-canale come lo si vede oggi esiste solo dall’inizio del Novecento. Fino ad allora il porto era stato la foce stessa, non c’erano i due lunghi moli e i carichi più preziosi venivano caricati e imbarcati direttamente all’interno delle mura della fortezza.  Il Barone Giuseppe De Riseis, eletto in Parlamento con i voti della marineria pescare, fece grandi pressioni per dare alla città un porto confortevole e moderno. Cosi nel 1907 fù inaugurato il porto canale: due moli costruiti su palafitte con un faro all’estremità di ciascuno di essi. Divenuti oramai troppo vecchi, vennero rifatti negli anni ’90 sostituendo le palafitte con lunghe banchine di cemento. I problemi di insabbiamento del Pescara si sono definitivamente aggravati quando dinanzi alla foce è stata realizzata la diga foranea, che ne ha bloccato in maniera severa la corrente.

Passeggiando lungo la banchina, alla nostra destra, si vedono i trabocchi, le caratteristiche “macchine da pesca” abruzzesi, che oggi paiono delle navi arenate, scafi orfani dell’acqua. Ma la trasformazione morfologica di questa zona negli ultimi anni ha avuto anche un risvolto positivo: in questo piccolo angolo di costa si sta ricreando l’ambiente dunale tipico dell’Adriatico, che era andato completamente perduto con l’estremo sviluppo demografico e turistico della costa. La nuova vegetazione con i suoi tipici pratelli, fiori e arbusti ha fatto si che il “Fratino “ cardellino caratteristico dei litorali, trovasse il suo habitat, dove nidifica da marzo a luglio, deponendo le sue uova direttamente sulla sabbia. La specie è protetta a livello comunitario, prevedendo così una recinzione delle aree e dando importanza naturalistica e botanica a questo sito.

Dopo aver percorso la banchina del canale fino al faro, si consiglia di proseguire la passeggiata lungo al prima parte del molo, dove sono ormeggiate le barche dei pescatori, sulle quali in tutti i momenti della giornata fervono le attività dei marinai, sempre molto affascinanti da osservare.

In questa zona vi è il Mercato Coperto gestito dalla Coldiretti: qui si può fare la spesa di ortofrutta, carni, formaggi, latte fresco, dolci tipici e pane direttamente dai produttori agricoli. Subito oltre anche il mercato ittico al minuto, l’erede moderno dell’antico mercato del pesce: una volta si svolgeva sul molo, oggi è qui che i pescatori vendono i loro prodotti, pesce davvero freschissimo.

Alla destra di queste due strutture, si erge la bella architettura del “Museo del Mare” museo che raccoglie le glorie passate della marineria pescarese, una collezione di conchiglie da tutto il mondo e il gigantesco scheletro di un capodoglio. Proseguendo verso l’incrocio, sulla destra si incontra via Puccini che porta al Parco De Riseis. Il Parco De Riseis è quello che rimane della villa omonima, appartenuta alla famiglia di baroni e all’onorevole Giuseppe De Riseis.

La particolarità della costruzione era quella di somigliare, nell’ architettura, ad una dimora tirolese. Dalla terrazza di Villa De Riseis la vista non incontrava ostacoli fino al fiume e si poteva ammirare lo splendido spettacole delle paranze, che all’alba, al termine della pesca, rientravano in porto. Tanti grandi pittori abruzzesi hanno voluto immortalare queste bellissime imbarcazioni e le sognanti e poetiche atmosfere dell’alba sull’Adriatico. Peccato che le paranze ora possano essere ammirate solo nelle antiche foto d’epoca, data che in città non c’è nessuna ricostruzione di queste barche che ne hanno fatto la storia. 

Autore: Ilaria Bagni –

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